Le "vele al terzo" al porto canale fanno rivivere la tradizione delle barche storiche della marineria romagnola

Creato il 22 Agosto 2022

 

Dopo un rinvio di 24 ore, a causa delle avverse condizioni meteo, si è svolto ieri il tradizionale raduno delle imbarcazioni storiche presso il porto canale di Cattolica, organizzato dal Museo della Regina di Cattolica insieme all'Associazione "La Mariegola delle vele al terzo e delle barche da lavoro a vela delle Romagne", all'Associazione "Vele d'epoca di Gabicce mare" e grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna attraverso “Destinazione turistica Romagna”.

A partire dalle seconda mattinata, è giunta al porto canale una numerosa flottiglia composta dalle barche “Barchet” e “San Nicolò” di Cesenatico, dalla lancia “Tre fratelli” di Cervia, dal bragozzo “Teresina” di Bellaria, dalla battana “Piera” e dal lancione “Amarcord” dI Rimini nonché dalla “Saviolina” di Riccione. Alle imbarcazioni dell’Associazione “La Mariegola delle vele al terzo e delle barche da lavoro a vela delle Romagne” si è unita anche la lancia Clio di Pesaro, la Giannina e le altre imbarcazioni recuperate con competenza e passione dall'Associazione delle Vele d'Epoca di Gabicce.

Nel primo pomeriggio, intorno alle 15.45, la flotta capitanata dalla lancia “Marzia” di Cattolica ha lasciato il porto-canale per veleggiare nelle acque antistanti Gabicce e Cattolica per poi fare ritorno al porto. A bordo delle imbarcazioni storiche, tra gli altri, anche la Sindaca di Cattolica, Franca Foronchi, l’Assessore alla Cultura, Federico Vaccarini, l’Assessore alla Sostenibilità ed Ambiente, Alessandro Uguccioni, la Direttrice del Museo, Laura Menin. Durante la giornata vi è stata anche occasione per ricordare e commemorare la figura di Massimo Patelli, velista cattolichino che è venuto a mancare lo scorso aprile durante una regata a Livorno.

“Il mare, la nostra storia, le nostre tradizioni. Il mare - sottolinea la Sindaca Foronchi - lavoro di uomini e donne. Gli uni pescavano le atre tessevano queste meravigliose tele con i simboli delle proprie famiglie, così da individuare e riconoscere subito il rientro delle barche dei familiari dopo la pesca. Una giornata meravigliosa”.

“Il porto, luogo di unione tra le persone e i territori, ci consente una riscoperta culturale delle nostre tradizioni - aggiunge l’Assessore Vaccarini - permettendoci di sviluppare un legame con la nostra storia e di tessere un filo rosso con i mestieri e le arti del nostro passato”.

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