Itinerari della Valconca
Montefiore - Onferno
Come
si arriva
Da Morciano si prende la s.p. 17 per Saludecio, dopo circa un chilometro
a destra si imbocca la s.p. 36 per Montefiore. Giunti a Montefiore (vedi
scheda storica a pag. 27) si attraversa l'abitato dirigendosi verso il
Santuario di S. Maria di Bonora. Si prosegua sempre diritto senza farsi
ingannare da una netta curva a gomito che invece riporta verso Morciano,
e si raggiunge un grande edificio ("la tipografia") posto sulla
sinistra della strada in prossimità di una curva prima dell'ultimo tratto
verso il Santuario. Qui bisogna lasciare la strada principale e prendere
(sempre in automobile, ma i più volenterosi potrebbero fermarla sul posto)
una carrareccia che si vede proprio sul lato sinistro della curva.
Luogo di partenza
Si segue la carrareccia fino alle cosidette "Case Urbotto".
Di qui si procede a piedi fino al fondovalle seguendo la strada che man
mano si riduce a sentiero.
Grado di difficoltà 2
Durata dell'andata: due ore circa.
Caratteristiche generali
Pur non essendo segnato in larga parte, il percorso non presenta particolari
difficoltà, trattandosi semplicemente di risalire il Fosso Burano fino
alla sorgente, o meglio fino allo sbocco del suo corso sotterraneo. Scendendo
dalle "Case Urbotto" si giunge a fondovalle dove scorre il Ventena
di Gemmano (da non confondere con il Ventena). Il guado è sulla destra a qualche decina di metri. L'attraversamento,
salvo in casi eccezionali, non presenta difficoltà. Una volta guadato
il corso d'acqua si percorre verso sinistra un breve tratto fino ad incontrare
il Fosso Burano nel punto dove si immette nel Ventena. Dopo un primo tratto
che costeggia campi coltivati, si procede attraverso colline che da alcuni
anni vengono trattate a pascolo, ciò ha contribuito a modificare l'aspetto
della zona creando comunque scorci di suggestiva bellezza. Lasciata la
zona a pascolo si continua a risalire il ruscello in direzione sud-est
fino a che si incrocia la strada che porta ad Onferno (è visibile il cartello
con il nome del paese). A questo punto consigliamo di tenersi sulla riva
destra del Burano perchè e più facile in questo modo seguirne il corso
principale e non una sua diramazione. L'ultima parte del corso del Burano
è assai affascinante perchè, prima dell'imbocco definitivo del corso sotterraneo,
il ruscello ha scavato nella roccia una serie di nicchie, anse, fosse,
tunnel lunghi anche decine di metri dove i giochi di luce e una vegetazione
a dir poco lussureggiante rendono il posto assai suggestivo.
Luogo di arrivo
Si tratta dello sbocco esterno delle grotte di Onferno alla cui esplorazione
abbiamo dedicato la scheda 4.
Note naturalistiche
Anche questa zona, come la valle del Ventena di Morciano (scheda 1) non
ha pesantemente risentito della antropizzazione e rappresenta un ottimo
esempio di armonica integrazione tra rispetto del paesaggio é necessità
di coltivazione. Per quanto riguarda la presenza di animali selvatici,
è particolarmente segnalata la volpe, che rappresenta a detta delle popolazioni
del luogo, un vero e proprio problema per le stragi che le vengono imputate
tra gli animali domestici e la selvaggina. L'incremento della volpe nella
Valconca è, però, da imputare soprattutto alla aumentata presenza di topi,
che costituiscono il suo pasto principale e un accanito sterminio delle
volpi potrebbe portare a squilibrare un ecosistema assai delicato. Durante
questo ed anche tutti gli altri itinerari che descriviamo si incontra
lungo il cammino una grande varietà di farfalle. Malgrado il massiccio
trattamento con insetticidi cui è sottoposta la campagna, molte specie
sono presenti con un gran numero di esemplari, ed è sempre una piacevole
visione veder svolazzare un'elegante vanessa antiopa o un coloratissimo
Macaone nel suo caratteristico volo planato. Collezionare farfalle non
è una pratica che richieda una tecnica di preparazione particolarmente
complessa e può rivelarsi assai divertente scorrazzare per boschi e campi
con un retino in mano. Questa guida non è certo lo spazio adatto per una
dettagliata descrizione delle pratiche di preparazione e delle attrezzature
di cattura, per queste rimandiamo alla consultazione dell'ottimo manuale
del naturalista forlivese Pietro Zangheri (Il naturalista - Hoepli ed.).
Note storiche
Castrum Inferni sorgeva sulla vetta del grande masso gessoso sotto il
quale si aprono le grotte. Passò dalla Chiesa al Comune di Rimini e, nel
1430, ai Malatesta. Venne conquistato e distrutto da Federico di Monte-
feltro.
Possibilità di sviluppo
Per l'esplorazione delle grotte si veda "Esplorazione delle grotte di Onferno"
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Le pagine in questione quindi possono essere solamente
consultate e non possono essere prelevate e riutilizzate in altri
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